L’albo Tamo… pubblicato da Edizioni Corsare ha vinto il 1° premio, nella sezioni Illustratori, alla 41ª edizione del Premio Letteratura Ragazzi, concorso ormai storico, e, quest’anno, con il patrocinio dei 100 Anni Rodariani.
Lunga vita a Tamo e a tutte le famiglie inclusive.
© Daniela Iride Murgia-Edizioni Corsare



Questo articolo, che non è una recensione di un mio libro ma parla del mio mestiere di illustratore nelle sue sfaccettature, mi piace non perché parla di me e del mio vissuto, non perché dedica 6 pagine alle immagini create da me, non perché io, io, io… mi piace, e ci ho pensato a lungo — sempre stato un mio difetto pensare — perché si tratta di una conversazione che prende solo spunto dal mio lavoro, quindi c’è un “noi”, perché dietro ogni risposta c’è la generosità, la curiosità, la fiducia di una domanda.
In un certo senso, “IO” c’entro molto poco, siamo più “NOI” che contiamo, che facciamo numero.
Questo è un modo, sincero, di dire grazie a Oriana Picceni e allo staff di Style Piccoli del Corriere della Sera.



Eccolo, donc, IL RE NUDO, un libro del quale a luccicare non è solo l’oro in copertina (mai scelta fu più consona), ma la storia di acutissima attualità scelta e voluta dai Topipittori, con tanto di fumi, polveri, avvenimenti, implicazioni, significati, semi e sensi che come stelle ti pare di vedere brillare o cadere, mentre in realtà sono già caduti/accaduti. L’autore è arrivato decisamente prima di te. Il significato di questa fiaba di Andersen è talmente prossimo, vivo e contemporaneo che spiazza, nel senso che Andersen arriva all’appuntamento in quella piazza, dove tutti ci dovremmo presentare, decisamente prima di tutti noi; una piazza che non solo ci mette a nudo di fronte alla verità, ma una piazza dove possiamo sentirci accomunati, nudi tutti quanti e non solo il re.
Di questa fiaba superba, la cui traduzione mi è stata affidata, si coglie tutto il senso del vissuto contemporaneo.
In questa versione appena uscita in Italia l’illustratrice Albertine, con un tratto di sopraffina ironia ed eleganza, ci rende più sopportabile l’inganno, pur sottolineandone continuamente i confini. Tramite un segno sottile e continuo, una linea geometrica pura e rotonda, smussa tutte le sconvenienze, gli inciampi dei mortalissimi protagonisti.
Un grazie particolare a Giovanna Zoboli per la supervisione e lo sguardo sintonico e a Paolo Canton per far cantare la carta.
Per leggerne di più o per farvi un regalo regale andate qui:
https://www.topipittori.it/…/topipittori/il-re-%C3%A8-nudo-…


Illustrazione da La bambina di Ghiaccio.
Edizioni Camelozampa.

It is real, it is really on my table.



Ecco la copertina per LA BAMBINA DI GHIACCIO E ALTRE FIABE
Edito dalle più che mai illuminate Camelozampa,
scritto da Mila Pavićević, che ha ottenuto, con questa raccolta di fiabe surreali,
il premio dell’Unione europea per la letteratura.
In libreria da questo prossimo 26 settembre!

Sta per uscire, per i tipi Edizioni Corsare
Tamo, L’ippopotamo che…
Verrà presentato alla Bologna Children’s Book Fair 2019, mercoledì 3 aprile prossimo.
Tamo è un ippopotamo.
Tamo è un trovatello, non ha famiglia, non ci giunge notizia che abbia un padre e una madre.
Tamo è cresciuto solo e in fretta, ci sono tante cose innate che sa fare spontaneamente e tante cose che deve invece imparare da solo.
Tamo nasce già pronto, tutto è sollecito in lui: le orecchie che pulsano, il cuore che ascolta, il maglioncino a quadri che porta da sempre. Il suo corredo di “neonato” è costituito: da un maglioncino, da un piccolo, forte cuore in un grande corpo, da una casa in cima a un albero e, non ultima per importanza, dalla capacità, acquisita rapidamente, di covare le uova.
Tamo è una creatura all’apparenza come tutte le altre, ma dotata della facoltà abnorme di amare e di crescere. La stazza e la morbidezza del suo corpo, nonché il suo nome, incarnano questa sua dote e indole. La cosa straordinaria non è tanto il fatto che un mammifero come lui covi le uova, e le covi di qualsiasi specie esse siano, ma la sua “grandezza” sta nel non domandarsi mai, neanche una singola volta, perché gli sia toccato questo destino e perché tutti quelli che compongono la sua famiglia siano diversi da lui.
Tamo è un ippopotamo.
di Daniela Iride Murgia
editing Giuliana Fanti

In uscita a breve, verrà presentato martedì 2 aprile prossimo, alla Bologna Children’s Book Fair 2019
l’albo illustrato Le mani di Anna, una mia interpretazione iconica e scrittura visiva parallela al testo di Sarah Zambello.
Per i tipi di Bacchilega Junior con la supervisione di Angela Catrani.



“Marcel. Il bambino con la scatola verde” riceve, nell’autunno di questo lungo 2018, una sorta di bollino (insomma ha passato una revisione mondiale, il tagliando di controllo lo aveva già fatto la casa madre Topipittori), un “premium label” (come lo chiamano lassù in Germania) assegnato da un gruppo di esperti della Internationale Jugendbibliothek (la più importante biblioteca al mondo del settore infanzia/ragazzi) per inserirlo nel catalogo The White Ravens!
Ed è solo adesso che mi capacito (non senza vertigine) che Marcel si trova nello stupefacente castello di Blutenburg del XV secolo (Monaco) dove le spesse pareti sono ammantate di libri. Ora dico io:
−Corportati bene, scarraffone de mammeta, mi raccomando, e non fare baffi sui risguardi altrui!
E ricorda, questo è il motivo per cui sei lì:
“Author-illustrator Daniela Iride Murgia constructs a portrait of Marcel Duchamp’s (1887-1968) childhood with great compositional finesse. Duchamp spends his childhood in a house with a large garden, his attentive gaze examining everything that surrounds him. He possesses a great vivacity of spirit and a constant urge to move. An idea leads him to wondrous inventions that stem from a montage of what he finds on the street. New, unusual life animates everyday objects, inspiring new perspectives. Then there is his passion for chocolate, and his fascination for the machine that produces the chewy, aromatic, decorated, enticing morsels on display in the show window of the candy shop. The passions, intuitions, and ideas that later mark Marcel Duchamp as an unusual artist are here introduced in tandem; from the start, he was captivated by multi-faceted forms of expression and the exploration of various styles and techniques.”
http://whiteravens.ijb.de/book/901



Festival Tuttestorie della letteratura per ragazzi.
Sardegna, Cagliari 6 ottobre 2018.
Aaron, è il capofila, è lui che guida i suoi compagni, ad occhi chiusi, si fidano dell’alta tecnologia dei suoi sentimenti.
Aaron tira frecce verso un prato di stelle, non le vede, non ne conosce il verde, ma sente che pulsano all’unisono; con lui.
Aaron legge con le dita e mi sussurra una storia, è universale ed è unica la sua, mi pare di conoscerla,
mi dice che il rosso per lui è come il fuoco del caminetto, ma solo quando è basso e calmo,
è come una fragola buona e mi sembra di sentire per la prima volta il sapore delle fragole.
Aaron non cerca i like, ha le stelle dalla sua che si strappano i capelli di luce e cliccano impazzite per lui.
Aaron ha uno scudo, anzi una schiera di scudi, specializzati in formazioni a testuggine,
a elefante per sfondare le porte chiuse, a giraffa per vedere dall’alto,
a coniglio per infilarsi nei cunicoli e cercare la radice di tutto; sono i suoi compagni e le sue maestre.
Aaron e la sua maestra hanno fatto un manufatto, come solo le millenarie tradizioni sarde sanno.
Aaron ha un Marcel tutto suo e ogni volta che lo legge con le dita lo riscrive con la sua immaginazione,
e io per la prima volta resto senza fantasia, me l’ha rubata Aaron.
Venezia, non più serenissima, 8 ottobre, 2018,
mi trabocca il cuore,
i medici dicono si tratti da sempre di mal di Sardegna.
© Immagini daniela Iride Murgia/Festival Tuttestorie





